Racconto l’esperienza del Progetto Presepio dal punto di vista di genitore

Mio marito ed io abbiamo incontrato il Progetto Presepe per la prima volta l’anno prima che nostro figlio iniziasse qui la Scuola elementare. Eravamo venuti a visitare i Presepi, con l’obiettivo di avvicinare il bambino e la famiglia tutta alla scuola e ne rimanemmo profondamente colpiti. Che superpoteri avevano le persone che erano riuscite a realizzare quelle opere piene di creatività, di fantasia, di abilità manuale e tecnica, eppure così semplici da guardare, così chiare nel loro messaggio? Questo è il secondo anno che realizziamo il “nostro” Presepio di classe e, vissuta in prima persona, è un’esperienza che non ha bisogno di superpoteri, ma colpisce dentro, lascia il segno.
Si comincia con una sfida: bisogna prendere l’idea di Presepio e realizzarla in base al tema che viene suggerito dalla Scuola. Genitori e bambini. Panico. Noi genitori? Senza insegnanti? E come facciamo a spiegarlo al bambino? E il tempo? E la fantasia? E non ci conosciamo; noi non siamo di qui; vabbè, ci adegueremo…Ok, andiamo alla riunione, poi vediamo di capire come fare…
Pian piano ci si rende conto che tutto succede davvero ed è una sorprendente, coinvolgente e appagante scoperta. Ci si confronta con persone con lo stesso “sentire” e le idee si fondono con i valori comuni: si fissa il progetto e ciascuno mette a disposizione se stesso, le proprie possibilità e abilità, nell’ottica di dare valore a tutto. Ci sono le menti, la fantasia, le braccia, i materiali, il lavoro, la presenza, le foglie, il muschio, una torta… ma soprattutto i bambini. Un’altra scoperta: loro si incuriosiscono, si interessano e ci lavorano, ci mettono se stessi e imparano una volta di più ad apprezzare il loro saper fare, diverso e speciale, proprio come quello dei loro compagni.
Alla fine, partecipare a questo Progetto è un dono. Viviamo un’esperienza di comunità vera, così rara da trovare; ri-viviamo la nascita di Gesù in maniera profonda, con significati e suggestioni nuovi e strettamente legati alla quotidianità della nostra famiglia. E’ un’occasione per riflettere, parlare e lavorare con nostro figlio, un momento che ci regaliamo fatto di tempo, di attenzione, di azioni concrete e di valori che prendono forma, coinvolgendo tutta la famiglia. E poi tutto questo ritorna a scuola, il luogo dove lui trascorre tanto tempo, con le persone a cui noi lo affidiamo e diventa anche un modo per dimostrare a lui e a loro che noi ci siamo, grati e orgogliosi di esserci. E’ davvero un dono prezioso che la Scuola ci mette a disposizione: sta a ciascuno di noi accettarlo e renderlo unico, proprio come tutti i regali!

Antonella e Bruno Passon, genitori di Daniele, classe 2^

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